piccola galleria

PICCOLA GALLERIA
ARTE CONTEMPORANEA
Bassano del Grappa VI
Rosà VI
Pietro GASPAROTTO
340 6213978

Vania BROCCOLI


Nata a Benevento, vive e lavora
tra Milano e Bassano del Grappa VI

MOSTRE PRINCIPALI
2016
Hic sunt leones, Piccola Galleria, Bassano del Grappa VI, a cura di Roberto Mutti
2015
Hic sunt leones, Photo Festival | Palazzo Turati, Milano, a cura di Roberto Mutti
Immortali, Sabrina Raffaghello arte contemporanea, Milano, a cura di Giancarlo Maiocchi
2014
Set Up Art Fair, Autostazione, Bologna
2012
L'albero, l'uomo e il divino,
Atelier Casagrande, Cittadella PD
Sturm und Drag, Piccola Galleria, Bassano del Grappa VI
Fantasmagorie, Caffè Centrale, Marostica VI
Fantasmagorie. Dialoghi con quieti presenze, Dans la rue - Modo Infoshop, Bologna
2011
Bassano Fotografia 11, Bassano del Grappa VI
Vania Broccoli, Cantinando, Barile PT
Anamnesi, Piccola Galleria, Bassano del Grappa VI
2010
Spazio InDue, Bologna
2009
Epifanie marocchine, Associazione FARM, Bologna

Hic sunt leones

"Qui stanno i leoni", questa locuzione latina serviva ad indicare nelle mappe antiche luoghi sconosciuti ed inesplorati nei quali si presupponeva la presenza di belve feroci e mitologiche, tali per cui era sconsigliato anche solo avventurarvici.
Adesso Google Maps ha reso tutto più semplice e oggigiorno, al posto di uno di quegli ammonimenti topografici, appare solo la dicitura "Istituto Palazzolo per Istituti Pii".
Si tratta di una Residenza Sanitaria Disabili con sede a Rosà (VI), gestita con la stessa dedizione dalla Congregazione Suore delle Poverelle e da personale laico altamente specializzato, che in oltre 90 anni di attività ha ospitato prevalentemente donne con forti handicap fisici e psichici, ma anche orfane e suore anziane.
Ho scoperto questo luogo 3 anni fa, durante l'annuale Open Day che ha come scopo quello di farne scoprire la realtà a chi vive all'esterno. Sentii subito l'urgenza di approfondire quell'incontro e possibilmente descriverlo attraverso la fotografia, ma capii anche che una documentazione "empatica" non sarebbe stata possibile se fossi stata percepita come un occhio invisibile o peggio ancora estraneo.
Decisi allora, dopo aver spiegato le mie intenzioni alla coordinatrice dell'istituto, di entrarvi senza macchina fotografica, trascorrendo quattro mesi con utenti e educatrici per conoscerci ed entrare in confidenza. Successivamente iniziai un reportage fotografico che descriveva la quotidianità delle ragazze ospiti, fatta di pomeriggi trascorsi alla TV, laboratori artistici, attività motorie e piccole gite. Ho scattato in questo modo per un anno e mezzo, poi sono andata in crisi.
Durante quel periodo, alcune delle ragazze che avevo fotografato erano nel frattempo morte e mi sono accorta che i miei scatti avrebbero testimoniato solo la loro presenza all'interno dell'istituto, non la loro essenza. Allora capii che invece io volevo raccontare i mondi interiori dentro i quali ognuna di loro viveva.
Ho buttato tutto e ricominciato con un atteggiamento differente, parlando con le utenti (chi in grado) e relative educatrici per cercare di approfondire i desideri, i sogni e le ossessioni delle ragazze ospiti. Sulla base di questi elementi ho "immaginato" delle scene che potessero interpretare in una singola immagine le loro dimensioni più intime.
L'aspetto fondamentale comunque era che le fotografie derivanti non fossero semplici "messe in scena" in cui plasmavo persone non autosufficienti secondo la mia personale visione, ma che le utenti fossero protagoniste attive dell'esperienza fotografica.
Ho iniziato così a ricercare per ogni singola composizione oggetti che fossero di grande valenza simbolica per le utenti, assieme ad alcune delle quali abbiamo lavorato anche alla realizzazione delle scenografie.
Da questo lavoro hanno avuto origine immagini a colori e colorate, nelle quali i soggetti spesso sorridono e offrono orgogliosi all'obiettivo cimeli di mondi magici a cui pochi è permesso accedere.
Forse questa visione potrà sembrare ad alcuni irrispettosa di un ambiente che siamo abituati a vedere con il bianco e nero del dolore, dell'angoscia e della disperazione, eppure (almeno in questo caso) se avessi mantenuto anch'io questa impostazione avrei mancato di rispetto a tante persone che quotidianamente dedicano anima e corpo non a far sì che persone disabili sopravvivano fino al giorno seguente, ma aiutandole a vivere una vita dignitosa e felice entro i limiti posti da traumi e malattie insondabili.
Mancherei di rispetto infine a quelle stesse persone che, pur vivendo in prima persona le conseguenze di tali handicap, in questi tre anni mi hanno insegnato ad accettare il dolore come una tappa e a cogliere la gioia anche negli anfratti più segreti dell'anima.
Vania Broccoli


Lietta
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Renata
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Sabrina
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Sarah
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Giuliana
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Cinzia
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Cristina
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Angela
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Antonia
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Francesca
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Daniela
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Antonia
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Luigina
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Alberto
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Stella
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Marnie
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Luisa
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Rosanna
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Maria Luisa
stampa su carta cotone prestige museum 80 x 60 - 2013/2015




Maria
stampa su carta cotone prestige museum 60 x 80 - 2013/2015